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lasciar andare

Lasciar(si) andare, ma come si fa?

Te lo senti sempre dire, ma come si fa a lasciar andare? Ne abbiamo parlato tutto un anno, ma non sembra ancora facile…eppure ci stiamo esercitando. A non trattenere, a non ribollire nelle proprie confusioni mentali che l’Ego accende e che il cuore cerca di domare. Agli occhi dei “profani” il lasciar andare potrebbe essere l’ammissione del perdente, ma in realtà è una scelta coraggiosa, che richiede tempo, esercizio, pratica, intensità.

Abbiamo impiegato un anno a parlarne, un anno di Yama e Niyama snocciolati, ripetuti, ripresi e praticati.

E’ sempre così, quando sta per finire l’anno yoga, il percorso che naturalmente si conclude sembra voler continuare. Siamo a giugno, sappiamo che presto, a luglio, ci fermeremo per la pausa estiva, eppure la voglia di scambiare informazioni, di praticare insieme non va in vacanza. E all’ultimo Niyama, dopo averli analizzati in tante forme e posizioni, tutto sembra chiarirsi e semplificarsi. Siamo arrivati alla fine dell’anno, senza aspettative. Giorno dopo giorno, seguendo un esile filo che da ottobre ha raccolto compagni, sorrisi ed esperienze. Avevamo aspettative quando abbiamo iniziato? Non credo, spero, mi auguro di no. Le aspettative portano inevitabilmente alla delusione.

Invece quanto è bello stare nel presente e osservare che la pratica di un martedì si intreccia a quella del giovedì successivo ma senza prevedere la sequenza… Così è nella vita…

Anche questo è Ishvara pranidhana, l’ultimo dei Niyama. Non sappiamo la posizione che ci verrà proposta. Non ce lo possiamo neanche aspettare. Ma se rimaniamo saldi nel respiro, un respiro dopo l’altro, Accade.  Cosa? La Vita, l’Amicizia, l’Amore. Se non li forziamo accadono. Nella loro inaspettata unicità.

Che riassume e supera tutti gli altri in una sola espressione. E’ da Ahimsa che abbiamo iniziato, con la incerta promessa a noi stessi di lasciar andare quello che non siamo, le violenze che facciamo a noi stessi imponendoci di esser diversi.

Questo lasciar andare, lasciare che sia, affidarsi a quello che deve accadere e che è previsto per noi.

Questo lasciar andare, lasciare che sia, affidarsi a quello che deve accadere e che è previsto per noi. Questo è ishvara pranidhana.

Piuttosto che essere fedeli alle ambizioni dell’io, proviamo ad abbandonarci al fluire delle nostre energie, lasciando che si uniscano a quelle degli altri, di tutti noi in percorso. Nessuno più importante dell’altro, tutti ugualmente partecipi del Divino che c’è in ognuno di noi.

Siamo un po’ tutti degli esploratori. Come Indiana Jones inviati speciali in una avventura speciale che scopriamo passo dopo passo, scostando le piante che ci sorprendono lungo il percorso, scoprendo rovine e paesaggi inaspettati, e come i più grandi esploratori, non immaginiamo nulla di quello che ci sarà dietro l’angolo.

Abbiamo una mappa, si, forse, per aiutarci nell’orientamento… ma poi, è la nostra abilità nell’affrontare l’imprevisto che rende la nostra esplorazione una grande avventura.

Non si sono visti grandi esploratori che alle prime difficoltà girano i tacchi e salutano la spedizione e i compagni di avventura dicendo “Procedete pure senza di me, io torno a casa”.

Ma dicono sempre si, si all’imprevisto, alla sorpresa, alla difficoltà che apre porte improvvise, all’Amore che tutto sana e tutto risolve.

E se ci abbandoniamo alla forza dell’Amore, senza aspettative, non stiamo aspettando Amore, non aspettiamo di essere amati. Noi siamo Amore. E in questa pienezza possiamo serenamente vivere senza elemosinare attenzioni o cure. E se crediamo nell’Amore e crediamo in noi stessi, non vacilliamo. Siamo presenti alla Vita che fluisce, al respiro che ad ogni espirazione ci invita a lasciare andare.

Vuoi provarci? Inizia a respirare, lasciando andare, portando l’attenzione all’espirazione e senza prendere con avidità l’aria dell’inspirazione. E sul tappetino, lascia che la posizione arrivi come il tuo corpo la trova. Senza aspettative sulla forma perfetta. Senza l’ansia del DEVO fare bene, il Bene è quello che fai al tuo corpo, accettandolo e accogliendolo e rispettandone le richieste. Amandoti, è così che fai il tuo bene.

 

 

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