+39 393 555 3133

Via Versilia, 12 Cagliari

Lun - Ven 8.00 - 18.00 Domenica Yogatrekking

Yoga Trekking > #Vogliamocibene  > Post 8 marzo, divagazioni

Post 8 marzo, divagazioni

L’8 marzo, travolta da polemiche e battutine, ho osservato il silenzio…

Le risposte arrivano a volte in tempo limite, altre tardi, facendole diventare motivo di “esperienza”, così si dice, superata la soglia allegra della giovinezza.

Vagando sui social, oltre alle già viste mimose, cercavo qualche riferimento storico alla commemorazione dell’evento. E ho ritrovato la mia citazione preferita:

 

I'd rather be a rebel than a slave.

Lo slogan che si fa risalire al 1913 pronunciato da una delle attiviste Emmeline Pankhurst. Ecco, loro hanno lottato per una causa in cui credevano. O in cui la loro storia personale le aveva messe a combattere. Da piccolissima ho conosciuto i circoli femministi che si radunavano a Padova, intorno a tavoloni di legno sorseggiando vin brulè loro, tazzoni di latte caldo io (ero la loro piccola mascotte). Anche loro credevano in un futuro, in uno sviluppo della situazione.

Ma noi, donne di questo tempo, dove andiamo?  Spesso osservo due amiche che si rivedono dopo tanto tempo, i commenti più comuni sono “Hai cambiato colore di capelli? Sei dimagrita? (O peggio ancora) Sei ingrassata…” La prima cosa che notiamo è un cambiamento nell’aspetto esteriore della persona ma solo in riferimento a come noi l’avevamo standardizzata nel nostro ricordo. Facciamo i complimenti per una pettinatura, un abito, un trucco… Raramente chiediamo come va a lavoro, ci complimentiamo per un traguardo raggiunto professionalmente di cui magari siamo informati perché lo abbiamo letto sui Social. Raramente chiediamo oltre quella che è l’apparenza dorata di una donna che appare in società. Ci occupiamo solo di quello che vediamo a primo sguardo.

Uno dei commenti più frequenti riguarda “Sei ingrassata” o “Sei dimagrita” con conseguente impatto silente sulla persona che li riceve che immediatamente pianifica una serie di azioni di controllo e misurazione del cibo. Sento rari commenti sugli hobby, sul piacere di fare le cose che ci piacciono e che sviluppano la nostra unicità. Come se a nessuno interessasse come facciamo a fare così tanto e a gestire la stanchezza, o le paure per i figli che crescono. O le incomprensioni coniugali.

 

Siamo perfette, all’apparenza. E siamo bravissime nelle valutazioni superficiali, secondo standard di bellezza preconfezionata.

Esattamente come sui Social. Le nostre casa sono perfette, gli alberi di Natale sono da catalogo. Abbiamo trucchi perfetti e l’ultimo rossetto sulle labbra. Facciamo collezioni di cuoricini e Like a ogni foto che pubblichiamo, magari la trentesima scelta dopo ore di riflessione e di gestione dei parametri luminosi. I nostri piatti sono fotografati come se fossimo dei grandi chef in cucine da sogno. Dedichiamo davvero tanto tempo a questa vi(s)ta Social. E i follower commentano, congratulano, fioccano i “sei bellissima”. E il nostro Ego cresce. Smisuratamente e falsamente.  Ma cosa succede dopo questo, cosa c’è oltre? Ci sono i momenti in cui ci rannicchiamo sul divano avvolti in una copertina che sostituisce le coccole di cui avremo bisogno, non abbiamo voglia neanche di cucinare e scongeliamo una pizzetta dimenticata in freezer, senza alcun Food Styling, e forse anche qualche volta piangiamo, senza mascara, e senza dirlo a nessuno. Questo sui Social non c’è.

Mi chiedevo perché gli uomini questo non lo fanno. Ho visto rarissimi selfie maschili, rarissimo che si fotografino appena usciti dal barbiere. Se hanno una felpa nuova non lo fanno neanche notare, né noi lo notiamo. Non hanno il desiderio di mostrare al mondo come sono. Quando si incontrano un gruppo di soli amici, non li ho mai sentiti commentare l’aspetto esteriore, ma parlare del lavoro, delle passioni, dello sport.

Strano, noi donne ci lamentiamo spesso che gli uomini ci considerano solo per l’aspetto esteriore, ma facciamo forse qualche passo in più perché non sia così? Io per prima amo il bello, mi guardo, mi “aggiusto”, credo nella bellezza armoniosa della Dea, amo i complimenti e mi piace se qualcuno dice che sto bene. Ma forse potrebbero bastarmi quelli del mio ristretto giro di affetti…? Forse sarebbe già bello e sufficiente se me lo dicesse l’amica, il marito, il fidanzato… Forse un po’ meno di foto perfette e un po’ più di amore per se, per quello che si è e che si fa con passione? Forse case meno perfette, trucchi un pò più naturali, facce stanche ma felici, e tantissimo amore per se stessi e per la Vita che facciamo, quella fuori dai Social.

E allora la prossima volta che incontriamo una Donna, guardiamola negli occhi, e diciamole cose belle, dolci, affettuose. E mettiamoci da sole qualche like a quella Vita Interiore, alla Nostra Speciale Bellezza, al Tesoro, che custodiamo dentro di Noi, Donne.

 

 

Comments:

  • Gigi

    12 Marzo 2021 at 05:24

    Buongiorno. Potrei avere informazioni riguardo lo yoga?
    Grazie

  • Fulvio

    12 Marzo 2021 at 07:47

    Molto Molto bello ..

  • Maria Giulia

    15 Marzo 2021 at 17:48

    Carissima,
    Ho letto il tuo scritto e ne condivido alcuni punti come lo scambio di commenti sull’aspetto fisico tra donne. Penso che questi molto spesso vogluano riempire un vuoto comunicativo. Io cerco di bloccare subito questa coazione a ripetere non alimentando la conversazione o virandola su altri temi.
    Mi ricordo sempre la favola del CORVO E LA VOLPE, il momento in cui la volpe cerca di adulate il corvo e lo distrae per rubargli l’uva. Lo stesso vale per i commenti in cui si mette in evidenza velatamente un difetto. C’è quasi sempre una proiezione di una parte di noi che rifiutiamo. I social hanno ingigantito questa umana tendenza.
    Sono convinta però che, in noi donne, nel curare il nostro aspetto ci sia anche una parte positiva. Io personalmente lo faccio per tenermi in forma e mantenermi sana nel corpo e nella mente. Mi piace mettere un filo di rossetto, 💄 anche se l’ultimo è di tre anni fa, forse già scaduto! Un po’ di matita nera negli occhi e via a fare una corsa. Mi sento un po’ più “smart-casual”… chissà, anche quando non mi vede nessuno! Ora poi con la mascherina ancora meno!
    Prendersi cura di sé per meglio prendersi cura degli altri. Come quando ti concedi una boccata di ossigeno per dare ossigeno ai tuoi figli o ai tuoi affetti più cari.
    Spero ci siano prima o poi il bonus facciata anche a noi umani, una ristrutturazione degli sguardi e dei sorrisi. O la mascherina diventerà il nuovo velo che ci impedirà di svelare il nostro vero volto, di ri-conoscere la persona che abbiamo di fronte nella sua autenticità, minando così, la già fragile empatia dei nostri tempi.

Leave a reply